Donoussa: il blues dell’Egeo

Terra della rotta marittima “sterile”. In passato, terra di “fuga” per viaggiatori desiderosi di allontanarsi dalla trappola della modernità. Dopotutto,la corrente elettrica, qui, ci è arrivata solo nel 1980. Ma i tempi cambiano ed oggi Donoussa, raggiunta da Blue Star quattro volte a settimana, l’isola, è meta “alla moda”.
Una manciata di case bianco-azzurre svanisce di fronte a noi firmando l’estate. Al di là della sua popolarità, questo puntino di terra è caratterizzato da un dolce paesaggio collinare puntellato da piccoli porti di pescatori, un ritmo di vita lento e la sensazione di trovarsi al di fuori dal tempo, in un revival “Hippy”.
Posta accanto alla aristocratica Naxos, Donoussa è entrata solo di recente nella mappa turistica. In loco vivono solo 110 abitanti, in prevalenza allevatori. Non è consentito girare in auto, anche in virtù dell’assenza di distributori di carburante; l’unica strada asfaltata forma un anello attorno alla costa.
Il piccolo porto di Stavros, situato in una baia sabbiosa e riparata, rappresenta l’unico villaggio abitato. Le case, adornate di gerani e bouganvilles restituiscono un’immagine perfetta della tradizione cicladica.
Donoussa vanta diverse spiagge sabbiose, in buona parte accessibili unicamente in caicco o attraverso sentieri sterrati.
Freddissime le acque delle due belissime spiagge principali: Kedros e Livadi. Livadi è il regno dei campeggiatori, che arrivano sul posto solo con radio e accendini, unica traccia della civiltà… E’ l’Eden del free-camper. Tutto accompagnato dal “meltemi”, vento caldo estivo delle Cicladi.

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